Sono una rompiscatole.

Qui, c’è aria diversa, accenti qua e la…

così come a volte, l’aria non c’è  ed il silenzio, nonostante i colori, è assordante.

Può esserci poca luce  ma può anche succedere di vedere sovraesposizioni di figure e stati d’animo.

Lo chiamano linguaggio delle immagini.

In realtà, è solo l’illusione di saperci parlare con le immagini.

E le parole? Non interessano più a nessuno…

Siamo incerti, spaesati, stranieri di fonemi e locuzioni, ignari di forme verbali e pensieri strutturati.

Siamo come bambini davanti  ad un regalo: lo guardiamo con stupore, ansia, eccitazione, cercando nei dintorni qualcuno disposto a strappare la carta per noi.

Ma di fronte alle immagini siamo soli e ciò che spaventa è che da soli non ci proviamo nemmeno a scartarlo questo regalo.

Abbiamo imparato ad accontentarci della scatola, a   preoccuparci di dove metterla, di dove tenerla, al massimo di dire se ci piace oppure no.

Ma l’errore più grosso con un regalo è lasciarlo li, guardarlo e basta senza aprirlo mai…

Significa che la paura ha vinto: lei sul gradino più alto del podio e noi tutti sotto a bocca spalancata,  senza sapere come abbia fatto.

Eppure  io mi sento addosso la curiosità di slegate il fiocco, strappare la carta, scoperchiare la scatola e frugare all’interno…

Ancora prima di tutto questo,  ho voglia di prendere la scatola tra le mani, sentire quanto pesa, muoverla per capire le dimensioni del contenuto, annusarla , entrarci dentro con la curiosità e la fantasia.

Ma quando sono iniziati ad arrivare questi regali che non si aprono?

Alcuni dicono “convintamente” che non possiamo tornare indietro…

Se poi ad un certo punto guardare non ci basta più?

Se le scatole “guardare e non toccare” non ci interessano più?!

…e pensare che tutti ormai regalano decine di scatole a settimana…

Smettere? Impossibile… Con che cosa ce la facciamo poi la guerra dei cuori-fake?

E se invece cominciassimo davvero a scoperchiarle queste scatole?

Forse troppo spesso ci siamo dimenticati di allegare un biglietto a queste scatole?!

Stanno mancando le parole e fammi la cortesia di non credere che vada bene lo stesso!

Te lo sei dimenticato quando hai avuto paura del buio?

Non è stata la presenza di qualcuno a rassicurarti, ma le parole che all’orecchio ti hanno detto: “Sono qui”.

 

Se qualcuno ti rende felice, devi dirglielo.

Se qualcosa di buono c’è, devi rischiare.

Se hai qualcosa da dire, dillo sempre.

Cerca sempre il sorriso ma non sorridere per finta.

Se vuoi piangere, fallo.

Le lacrime hanno la stessa dignità dei sorrisi.

Mi scatto una Polaroid.

Non ho filtri… non importa.

Sono una rompiscatole io.

IMG_6457.jpg

 

 

 

Sono una rompiscatole.

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