le nuvole sono fatte di zucchero

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Sei in ritardo e lo sai, al caffè non ci rinunci, giri scalza per casa col telefono già in una mano e la caffettiera che è da sciacquare nell’altra… poggi il telefono e sviti la caffettiera, il telefono fa “tin”. Allora posi la caffettiera, apri il messaggio e ti scappa da ridere,rispondi al messaggio e riappoggi il telefono, riprendi la caffettiera, finisci di svitarla e la svuoti e via sotto l’acqua, “ritintinna” il telefono, riposi la caffettiera, ti asciughi le mani, riapri la schermata dei messaggi… e siamo a quota due sorrisi, ma ora devo decidere cosa voglio: se sorridere intervallando le mie azioni o se voglio il caffè. Entrambe le cose sembrano irrinunciabili. Quindi? L’unica soluzione possibile è fare una cosa con una mano e l’altra con la seconda.

La destra ha aperto il terzo messaggio della giornata e la sinistra sta passando il filtro della caffettiera sotto l’acqua…

La destra scorre quasi tutte le faccine della tastiera perché deve trovare lo scoiattolo e perché sa che  lo scoiattolo fra gli animali ci deve essere… la sinistra è passata alla parte alta della moka, gira rigira e sciacqua bacchettando le dita ripetutamente con il coperchio che più lo butti in fuori e più si richiude. La destra lo scoiattolo l’ha trovato e l’ha pure inviato innescando tanti piccoli sorrisi gialli… ma quello che conta di più sono le parole e non i simboli… allora iniziano le note vocali e dalle frasi alle canzoni è un attimo… Converrebbe chiamarsi…ma…questa è un’altra storia.

La sinistra intanto ha versato l’acqua nella moka senza troppi schizzi, posizionato il filtro e messo la polvere di caffè un pò a casaccio…la destra continua a scrivere concedendosi solo l’evasione di spezzare un biscotto,  di far entrare una matita in un groviglio di capelli indistricabile e di avvitare la caffettiera. La destra riprende a scrivere e la sinistra, sciolta come non mai, piglia la tazzina, la poggia sul tavolo, piglia il piattino, lo poggia sul tavolo e ripiglia la tazzina per poggiarla sul piattino… prende un tovagliolino di carta e lo piega leziosamente meglio di come lo trovi al ristorante cinese e lo infila a mo’ di fiore fra il piattino ed il tavolo.

Il gas è acceso e la moka è sul fuoco anche se non ti ricordi né come né quando ce l’hai messa. Farfugli un altro pò e la moka gorgoglia. Ci siamo.

(Il bello della moka é che puoi prenderla senza usare una delle cose più brutte del mondo e con un nome ridicolo: la presina.)

Ti versi il caffè e sai che stai per combinare due delle migliori cose della tua giornata, la sublime bevanda nera e il tuo sorriso.

Fermi un attimo, niente dieta, quindi zucchero.

E dalla zuccheriera ribaltabile lasci scendere una scivolata di magica granella bianca.

Raddrizzi la zuccheriera ma lo fai con un’occhio sul display del cellulare dove la foto più buffa del mattino fa la sua irruzione… ridi, la zuccheriera si apre, la rotazione che le hai fatto fare ha troppa forza, quasi tutti i magici granellini bianchi volano in aria e ridendo pensi  che le nuvole sono fatte di zucchero.

 

 

 

le nuvole sono fatte di zucchero

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